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Sono Bufera by Shikanu'

La struttura è costruita attorno a un mix di elementi ritmici precisi, beat regolari e melodie fluide che si evolvono gradualmente, tipici della musica melodic house e minimal techno.Poetic British alternative track with half-spoken, half-sung vocals, Urban, tense atmosphere, Dry, minimal drums with tight hi-hats and light saturation, Pulsing monotone bassline like a late-night street hum, Clean guitars with subtle tremolo and light chorus, panned wide and slightly gritty, Sparse metallic percussions and low analog drones, Vocal delivery very close-mic, intimate, with a short slapback delay, The chorus opens with wider guitars, stereo delays, and airy pads, keeping the mood restrained and atmospheric, Bridge slows the rhythm with heavier reverb and deep droning bass,modern British alternative feel, hypnotic, atmospheric, raw, poetic and atmospheric, krautrock, britpop, the song close with a sparse krautrock-inspired intro: clean electric guitar with subtle chorus, female vocals Shika

Shikanu'·2:59

Lyrics

Non abbiamo mai diviso il pane,

né un piatto di fagioli o il focolare.

Non conosci il mio sale né la fame,

ma pretendi pure di potermi giudicare.

Stai seduta sopra quel piedistallo,

con l'aria di chi sa sempre tutto di me.

Ma la confidenza è un ballo,

e io non ho ancora ballato con te.

Giri lo sguardo e parli a mezza bocca,

come se avessi il diritto di farlo.

Ma la mia pazienza è di cristallo

ed il tuo modo sta per incrinarlo.

C’è un confine tra il rispetto e l’orgoglio,

che hai varcato senza chiedere il permesso.

Ma io non sono quella che credi,

e mai mi vedrai nel tuo riflesso.

​E allora non chiamarmi "bimba", cara signora,

che la mia strada è fatta di sassi e di suola.

Non abbiamo mai mangiato i fagioli insieme,

non sai quanto pesa il mio nome e quanto vale.

Tieniti la tua grazia e la tua finta premura,

io sono un fuoco che non ha paura.

​La gerarchia si scrive col vissuto,

non col tono di chi crede di aver già visto tutto.

Senza aver diviso il piatto, resti una straniera,

ed io non sono "bimba", sono la bufera.

​E allora non chiamarmi "bimba", cara signora,

che la mia strada è fatta di sassi e di suola.

Non abbiamo mai dormito strette strette insieme, non sai quanto pesa il mio nome, e quanto vale.

Tieniti la tua grazia e la tua finta premura,

io sono il fuoco dovresti averne paura.

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