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L’economia dei sentimenti

Opening with textured layered synths and a signature, bold synth motif, this track blends new wave, minimal wave, indie folk guitar flourishes, and glam rock flourishes atop an electronic base. The male lead uses a low, breathy delivery, enhanced by prominent vocal doubling and stacked harmonies. Britpop elements color the choruses, which explode with anthemic, power pop energy, handclaps, whistles, and rich choral backgrounds. Chamber pop and sophisti-pop orchestration appears in lush strings a

Midnight Dreamer·3:39

Lyrics


(Strofa 1)
C’è un ufficio doganale in fondo al cuore dove si pesa il pane e si misura il dolore. Tu arrivi con un carico di attese e io rispondo con le mie poche scuse . Abbiamo aperto conti in valute straniere tra quello che è giusto e quello che è piacere.

(Strofa 2)
Ho visto la tua pazienza farsi capitale mentre io spendevo tutto in un temporale. Non è inflazione, è solo che tremiamo quando il bilancio dice quanto ci manchiamo. E il mercato dei baci oggi è sceso di un punto mentre il buio, fuori, ha già fatto il consuntivo.

(Ritornello)
Perché l’economia dei sentimenti non accetta assegni, non cura i tormenti. Si paga in contanti, con gli occhi e col fiato per ogni minuto che abbiamo sprecato. È un commercio di sguardi, una borsa valori dove chi ama di più, resta sempre fuori.

(Ponte)
E non serve un esperto, non serve un contratto per capire che il cuore non scende a patti. Si può fallire con dignità o restare a guardare mentre il tempo se ne va.

(Finale)
Sì, l’economia dei sentimenti non accetta sconti, non sente i lamenti. Si paga in contanti, col sonno e col fiato per tutto l’amore che non abbiamo dato. È una resa dei conti, un bilancio di polvere che nessuna fortuna ci potrà mai risolvere.

(Coda)
Resta solo questo resto di noi. Poche monete. E un silenzio che non si può più vendere.

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