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🇮🇹 Portone e sigarette

a mix of melodic singing and conversational spoken-word/rap, [Instrumentation: Live, organic feel. A funky, prominent bassline is the core. Acoustic drums mixed with a sampled loop, a scratchy clean electric guitar, Rhodes piano, and synth brass stabs.] [BPM: 110 BPM] [Key: E Minor] [Production: Warm, analog-sounding mix. The rhythm section (bass and drums) should be tight and in the forefront. Vocals are clear and feel close, as if telling a story directly to the listener. Not overly polished.] [Mood: Euforia giovanile e spensierata / Nostalgia agrodolce e riflessiva] [Additional: The vinyl crackle SFX at the beginning and end frames the song as a memory. The transition to the spoken word section is crucial and should feel intimate and raw.]

Caronte·3:52

Lyrics

Lyrics: Caronte 2025

Youtube: https://www.youtube.com/@Caronte-f1r/videos

Podcast: go.ivoox.com/sq/2330386

Ti ricordi il pomeriggio in piazza?

Le tasche vuote, la solita minaccia

Di un futuro che non ci importava niente

Eravamo un corpo solo, una sola mente

E ridevamo forte dentro a un baretto

Sentirci parte di qualcosa, l'unico nostro tetto

E ora dove siete finiti? Amici di una sera, di una vita

La festa senza orari, la voglia infinita

Nascosti in un portone, l'amore e le sigarette

Le nostre canzoni urlate, promesse mai dette

C'era lei che mi guardava, ma non ho parlato mai

Il mio "per sempre" l'ho perso in mezzo ai guai

Di un'adolescenza vissuta a duecento all'ora

Pensavamo che quel tempo non finisse allora

E ridevamo forte dentro a un baretto

Sentirci parte di qualcosa, l'unico nostro tetto

E ora dove siete finiti? Amici di una sera, di una vita

La festa senza orari, la voglia infinita

Nascosti in un portone, l'amore e le sigarette

Le nostre canzoni urlate, promesse mai dette

Poi la vita è un treno che ti porta via

Il lavoro, la distanza, questa stupida malinconia

Ho lasciato la festa per cercare una donna

Per dividere le bollette e invecchiare sulla stessa poltrona

E tu, Marco? Finito in banca, chi l'avrebbe detto. E Sara? Due figli, vive al nord.

Ogni tanto vi penso, ragazzi della tasca, persi nell'oscurità di una vita normale.

Ma io non vi dimentico, no. Io non vi dimentico.

E ora dove siete finiti? Amici di una sera, di una vita

La festa senza orari, la voglia infinita

Nascosti in un portone, l'amore e le sigarette

Le nostre canzoni urlate, promesse mai dette

Non vi dimentico mai!

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