
Caterina non ride più
Male vocals, new wave, minimal wave, electronic, indie folk, 80s, edm, synth-punk

Caterina non ride più
Male vocals, new wave, minimal wave, electronic, indie folk, 80s, edm, synth-punk
Lyrics
Strofa 1
Caterina non ride più
da quando ha perso il tram delle sei e dieci,
quello con i sedili di velluto blu
e il bigliettaio che le diceva: “Ciao, dolce luce dei miei occhi.”
Adesso cammina piano,
parla ai piccioni come fossero persone,
si ferma ai semafori rossi
e dice che il verde non è più come prima.
Ritornello
Oh Caterina, dove sei andata a finire,
coi tuoi sogni appesi al filo del bucato?
La città ti guarda senza capire,
e tu, che un tempo ridevi del mondo,
ora il mondo ti ride addosso piano piano...
Caterina, non ridere più.
Strofa 2
L’hanno vista al porto una sera,
parlava con un marinaio senza nave,
gli raccontava del suo cane di pezza
e di un amore morto al terzo temporale.
La pioggia le scivolava negli occhi
come due dischi rotti di vinile,
e dentro un bar un jukebox stonato
suonava Caruso come fosse un addio.
Ritornello
Oh Caterina, dove sei andata a finire,
coi tuoi sogni stesi sotto al temporale?
La città ti guarda senza capire,
e tu, che un tempo ballavi sul filo,
ora il filo ti stringe piano piano...
Caterina, non ridere più.
Bridge
Io l’ho vista una notte, sai,
stava seduta sul muretto della stazione,
fumava una sigaretta spenta
e parlava col vento…
Diceva: “Non è che non rido più,
è che aspetto qualcuno
che mi faccia ridere come prima.”
Finale
Caterina non ride più,
ma a volte, dietro un vetro di pioggia,
si vede un lampo — un piccolo lampo —
come un sorriso che non ha avuto il coraggio…
di uscire.
