
La Polvere e il Mattino
"Cantautore italiano " , "Pop meditativo " , "Ballata jazz " , "Chanson francese" , "Pop acustico " , Priorità al pianoforte, chitarra acustica, batteria jazz, sassofono soprano , voce maschile calda

La Polvere e il Mattino
"Cantautore italiano " , "Pop meditativo " , "Ballata jazz " , "Chanson francese" , "Pop acustico " , Priorità al pianoforte, chitarra acustica, batteria jazz, sassofono soprano , voce maschile calda
Lyrics
(Intro: Acoustic guitar arpeggio, melancholic but with a touch of weariness. A deep bass slowly enters. The harmonica hints at a slow, bluesy phrase, like a hushed lament. The sound of a distant whistle or a church bell.)
(Strofa 1)
C'è un'ombra sul muro, più lunga del solito, stamattina,
E la tazza di caffè sa di niente, come una vecchia cantina
Dove il vino è finito e le storie son solo un ricordo sbiadito.
La polvere danza nel raggio che entra, un balletto proibito,
E tu sei lì, sul divano, un relitto senza corrente,
A guardare un telefono muto, che non chiama più gente.
Le finestre son quadri di un mondo che ha troppa fretta,
E tu sei un orologio fermo, in una stanza interdetta.
(Ritornello)
E la depressione, sai, non è un male da romanzo,
Non ti dà la febbre, né un attacco di cuore in avanzo.
È un'onda che non arriva, un mare che non ti aspetta,
Un silenzio che urla, una vita che non si progetta.
È la polvere sui libri, è il tic-tac che non senti,
È la paura del domani, tra questi giorni lenti.
(Strofa 2)
Avresti voluto un'altra storia, una strada maestra,
Ma ti trovi in un vicolo cieco, con un'anima a sinistra.
Parli con i fantasmi di ieri, con le promesse sfumate,
E i pochi amici rimasti, han le mani già stanche e sudate.
Ti dicono "reagisci!", "ma non vedi che bella la vita?",
Come un cieco che cerca il colore, con la vista smarrita.
E il dolore non è una ferita che sanguina e si mostra,
Ma un peso invisibile, che sul cuore ti si accosta.
(Ritornello)
E la depressione, sai, non è un male da romanzo,
Non ti dà la febbre, né un attacco di cuore in avanzo.
È un'onda che non arriva, un mare che non ti aspetta,
Un silenzio che urla, una vita che non si progetta.
È la polvere sui libri, è il tic-tac che non senti,
È la paura del domani, tra questi giorni lenti.
(Ponte)
E allora taci. Che le parole son solo un rumore inutile,
Quando il buio è così denso, e il respiro è sottile.
Aspetti la notte, sperando che porti un po' di pace,
Ma il sonno è un traditore, e l'incubo non tace.
E ti chiedi se mai, in un giorno che non ha più senso,
Ci sarà un lampo, un raggio, in questo grigio così denso.
(Outro: The initial arpeggio returns, more subdued. The harmonica hints at a final phrase, almost a last, resigned sigh. The sound of the church bell returns, further away. The music slowly fades out, leaving a sense of emptiness and immense weariness.)
