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La Polvere e il Mattino

"Cantautore italiano " , "Pop meditativo " , "Ballata jazz " , "Chanson francese" , "Pop acustico " , Priorità al pianoforte, chitarra acustica, batteria jazz, sassofono soprano , voce maschile calda

MonolithicFlute189·2:55

Lyrics

(Intro: Acoustic guitar arpeggio, melancholic but with a touch of weariness. A deep bass slowly enters. The harmonica hints at a slow, bluesy phrase, like a hushed lament. The sound of a distant whistle or a church bell.)

(Strofa 1)

C'è un'ombra sul muro, più lunga del solito, stamattina,

E la tazza di caffè sa di niente, come una vecchia cantina

Dove il vino è finito e le storie son solo un ricordo sbiadito.

La polvere danza nel raggio che entra, un balletto proibito,

E tu sei lì, sul divano, un relitto senza corrente,

A guardare un telefono muto, che non chiama più gente.

Le finestre son quadri di un mondo che ha troppa fretta,

E tu sei un orologio fermo, in una stanza interdetta.

(Ritornello)

E la depressione, sai, non è un male da romanzo,

Non ti dà la febbre, né un attacco di cuore in avanzo.

È un'onda che non arriva, un mare che non ti aspetta,

Un silenzio che urla, una vita che non si progetta.

È la polvere sui libri, è il tic-tac che non senti,

È la paura del domani, tra questi giorni lenti.

(Strofa 2)

Avresti voluto un'altra storia, una strada maestra,

Ma ti trovi in un vicolo cieco, con un'anima a sinistra.

Parli con i fantasmi di ieri, con le promesse sfumate,

E i pochi amici rimasti, han le mani già stanche e sudate.

Ti dicono "reagisci!", "ma non vedi che bella la vita?",

Come un cieco che cerca il colore, con la vista smarrita.

E il dolore non è una ferita che sanguina e si mostra,

Ma un peso invisibile, che sul cuore ti si accosta.

(Ritornello)

E la depressione, sai, non è un male da romanzo,

Non ti dà la febbre, né un attacco di cuore in avanzo.

È un'onda che non arriva, un mare che non ti aspetta,

Un silenzio che urla, una vita che non si progetta.

È la polvere sui libri, è il tic-tac che non senti,

È la paura del domani, tra questi giorni lenti.

(Ponte)

E allora taci. Che le parole son solo un rumore inutile,

Quando il buio è così denso, e il respiro è sottile.

Aspetti la notte, sperando che porti un po' di pace,

Ma il sonno è un traditore, e l'incubo non tace.

E ti chiedi se mai, in un giorno che non ha più senso,

Ci sarà un lampo, un raggio, in questo grigio così denso.

(Outro: The initial arpeggio returns, more subdued. The harmonica hints at a final phrase, almost a last, resigned sigh. The sound of the church bell returns, further away. The music slowly fades out, leaving a sense of emptiness and immense weariness.)

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